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Dieci anni or sono i
birrifici artigianali in Italia erano pochi, meno di 20. Qualche
birra di importazione particolare si poteva ritrovare solo in
pochissime "oasi" birrarie di illuminati publican. Gli
homebrewers erano probabilmente un migliaio in totale e si
ritrovavano quasi clandestinamente come carbonari. Il consumatore
medio non aveva mai visto una birra non pastorizzata, e pensava
che la birra venisse fatta distillando il luppolo.
Unire gli sforzi di tutti, degli appassionati, dei pochi
imprenditori, dei birrificatori casalinghi è stato naturale:
bisognava fare conoscere l'esistenza di un altro mondo birrario
oltre ai vari heineken, sab miller, carlsberg, interbrew...
C'erano praterie deserte da conquistare alla cultura birraria!
Dieci anni dopo molta birra รจ passata nelle ugole. i birrifici
artigianali in Italia sono circa 250 e rappresentano più o meno
l'1% della produzione nazionale. In cifre 120-140.000 ettolitri
annui per un fatturato di sola birra che non è lontano dai 100
milioni di euro. Numerosi importatori offrono al consumatore
produzioni europee e d'oltreoceano. L'intero settore della birra
artigianale e di qualità è in crescita mentre la vendita di
birra industriale ristagna. I microbirrifici vanno sui
telegiornali e fanno tendenza!
Ovviamente, come in ogni altro settore, ci sono diversi attori e
ognuno persegue i propri legittimi interessi:
i produttori (birrai) hanno interesse a massimizzare il proprio
profitto e in ciò si aiutano anche attraverso associazioni di
categoria che raccontano al consumatore come è bello e buono il
loro prodotto, come si degusta, come è interessante e rende
speciali consumarlo.
Gli importatori e i commercianti fanno più o meno lo stesso,
sempre legittimamente, e in più vendono ai birrai servizi, spazi
e visibilità nelle manifestazioni, su riviste, in televisione.
Sempre con l'ottica di massimizzare il profitto d'impresa.
Poi ci sono i consumatori che - ad oggi - non parlano con voce
unitaria. Forse anche perchè qualcuno ancora equivoca i ruoli,
vede altri soggetti non propriamente "indipendenti" che
suggeriscono quali scelte di consumo fare: stilano classifiche,
fanno concorsi, danno medaglie.
MoBI, Movimento Birrario Italiano nasce in modo spontaneo da consumatori
consapevoli con l'intento di rappresentare i legittimi interessi
dei semplici consumatori di birra:
promuovere la cultura birraria
- promuovere la birra di qualità
- promuovere il consumo consapevole di birra
rappresentare gli interessi dei consumatori di birra
- promuovere l'accesso ad una ampia offerta birraria
- incoraggiare un corretto livello dei prezzi al
consumo
- incoraggiare una informazione adeguata e trasparente
sui produttori, sui metodi produttivi e sul prodotto
birra
promuovere la produzione casalinga di birra (homebrewing)
- incoraggiare lo scambio di informazioni sui metodi
produttivi
- promuovere l'accesso ad una ampia offerta di
attrezzature e materie prime
favorire la crescita di degustatori consapevoli
- incoraggiare lo scambio di informazioni riguardanti
produttori e birre
- promuovere la formazione di degustatori
- promuovere la creazione e la crescita in Italia di
realtà associative locali aventi i medesimi scopi
statutari dell'Associazione
diffondere la propria attività anche attraverso
- organizzazione di rassegne, seminari, convegni, concorsi
- organizzazione di corsi
- attività editoriale (periodici e testi
specialistici)
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