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ZBF 2010 e dintorni

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Hogshead (24549cl)
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    Postato: 08 Mar 2010 alle 19:05
faccio qualche considerazione mettendo tutto in un unico calderone. viaggio affrettato e a tratti convulso, ma cmq proficuo. da un punto di vista birrario ma soprattutto umano. ci si scontra con realtà che dalle mie parti (per fortuna) non arrivano

una volta si andava in Belgio anche per i prezzi buoni. i tempi sono cambiati. in peggio. per pagare una WV blonde 2 euro in meno (su 10...) rispetto al mio publican, quell'unica che bevo all'anno me la bevo dalle mie parti e supporto il mio publican a 'sto punto. mentre a fianco, schifata da tutti, una Westmalle Extra a 3.20 euro aspetta solo di essere stappata

ho visto tante cose che mi hanno lasciato perplesso. ho conosciuto dei ragazzi davvero simpatici che hanno un locale nel sud italia, competenti ed appassionati di lungo corso, che mi hanno fatto un regalo davvero gradito (ringrazio il birraio presente!), dei quali però non ho compreso a fondo una certa compulsività nella ricerca del vintage. l'ho avuta anche io. mi è passata perché nel nel 80% dei casi (parlo di 10+ anni di invecchiamento) si incontrano delusioni, salvo alcune bottiglie sacre. resta il valore dell'esperimento e dello studio, si aggiunge il fatto che oramai anche in Belgio ti staccano 15-20 euro a botta (se non peggio), spesso ce le ho pure in cantina. ma non riesco a passare una giornata così: 2 o 3 chicche vecchie le si fa, ma non posso non annegarle in un lambic piatto a 2 euro il bicchiere o a qualche ottima spina fresca, che mi fanno sentire, quelle sì, sintonizzato con l'ambiente. quest'ultimo, elemento fondamentale, visto che oramai fra esportatori e publican cacciatori di novità in Belgio se ne trovano ben poche per il grande appassionato

pagina oscura il pre-ZBF. c'era qualcosa di stonato che me l'ha fatto andare di traverso. l'ambiente, la fauna, le birre... i bicchieri salvavita delle dimensioni di un ditale... i prezzi da rapina... avrò le mie idee. De Molen presentava un 95% (forse 100%) di birre scure, tipicamente Imperial dai 9° in su. da bicchieri di carbonella a bicchieri di ghisa liquefatta, beverinità sottozero, con un paio di ovvie eccezioni di grande livello ma... che senso ha una selezione così? non chiedetemi i nomi, sarà un genio commerciale ma i nomi delle sue birre non mi entrano in testa. sul tardi, molto gentilmente, Menno ha provato anche a offrirmi un bicchiere: ho rifiutato. per chi mi conosce... ho detto tutto

Alvinne saltato a pié pari. la birra del festivalino era la Dirty Horse di Struise: semplicemente mostruosa, dolcezza, complessità e acidità da paura. è quello della pattuglia dei modernisti che stimo, nonostante le uniche Blonde e Rosse sue da me assaggiate in passato mi parvero da homebrewer, nonostante qualche Black Damnation da sofferenza e autofustigazione del palato. alla fine ho speso la metà dei gettoni a bere quella. anche al loro stand ho rifiutato una birra offerta, per limitare l'alcolemia. ho scordato la Aardmonnik: senza grossi rimpianti avendo la Dirty Horse a fianco che a me ha ricordato la clamorosa Supplication di Russian River. Brewdog saltato a pié pari. altra grande birra la Thornbridge St. Petersbourg Imperial Stout in botti di whisky delle Highlands: conoscevo la base, una IS di buona fattura, dall'alcool e dalla struttura sensata, che in una botte non prevalicante (vedi certa roba da botti di whisky torbato) acquista ulteriore complessità e struttura senza perdere piacevolezza e affaticare. il resto è scivolato via... fra alcolizzati anglofoni che per darsi un tono scrivono su un blocchetto o su un cellulare, scrocconi anglofoni che per darsi un tono fanno i rater (non ho mai avuto di questi complessi) in un ambiente che a sera tarda evidenziava parecchi relitti. ma poca vera allegria, tradizione, calore: il geekismo al potere. mi vien da ridere pensando a tutte le volte che Kuaska dice a me che sono un criticone e un rompiballe... questi li passerebbe col napalm suppongo. cmq sia, una VIS prima edizione del Ducato e una Oskar Blues Ten Fidy (in lattina e microfiltrata, se non peggio) apparse su un tavolo facevano tranquillamente a pezzi IMHO il 99% del catrame presente alle spine

si arriva così in ritardo al Tardo Pomeriggio della Grande Sete. già, alle 23 non c'era già più NULLA, a parte le solite bottiglie che oramai vende quasi anche la LIDL. ora, io non chiedo la gueze del 1954, ma caricare su un furgone un paio di fusti e qualche cartone in più... una DELUSIONE TOTALE, a detta soprattutto di chi, in orari più consoni, tipo le 21, aveva trovato  lo stesso triste deserto. una vergogna. prezzi oltretutto in aumento. ho raccattato da un davanzale un fondo di una qualche Allagash a fermentazione spontanea: interessante, troppo luppolata per la mia visione e quindi stancante, mi tengo stretto Riccardo Franzosi e Walter Loverier che al Moder Lambic ha stappato una bottiglia carbonara di BeerBera per me davvero convincente

ZBF invece davvero piacevole. più novità rispetto alla mia ultima esperienza, notevole l'affluenza. il proposito di provare tanti nuovi birrifici (credo De Proef abbia avuto parecchio lavoro da fare...) si infrange presto contro lo stand di De Dolle. la Xperimental Brew, che io sospettavo essere un esperimento fuffa da smerciare ai soliti fessi dei festival, mi ammalia. la birra del festival senza dubbi. prodotta senza luppolo, fermentata con lievito da pinot noir. non sono riuscito a capire dalla descrizione se con lieviti selezionati o inserendo qualche grappolo sulle cui bucce stava il lievito naturale, visto che si parlava anche della presenza di brettanomices  e altri animali strani che immagino non siano presenti in un lievito selezionato da vino. e maturata/fermentata in botte. ancora in piena evoluzione. colore dorato pallido, grande schiuma, crosta di pane, spezie (bucce di arance e poi non ricordo), vinoso assoluto, 9°, freschezza (leggi splendida acidità) assoluta, tipica birra da bere a secchi prima che ti seghi le gambe. in pratica, la birra più vicina allo champagnino che abbia mai provata. Kris è un genio. spero l'esperimento abbia un seguito. ne ha cinque botti, non ha fatto il blend, ognuna ha il suo carattere (pare quella dello Zythos sia completamente cambiata nelle ultime due settimane). potrebbe essere una roulette russa viste che due non hanno ancora iniziato a fermentare. volevo provare una Fantome alla spina, clamorosa la Printemps di due anni fa, ma Dany purtroppo non pervenuto

davvero bello il Moeder Lambic di Fontainas. dalle foto me l'ero figurato molto freddo invece è funzionale, moderno, piacevole, forse non con la personalità di altri locali ma di sicuro non anonimo. grande selezione di birre (mostrousa la St Lamvinus di quest'anno), grandi personalità, tanti amici, per l'occasione diverse artigianali italiane alla spina. prezzi altini per il Belgio, ma non fuori norma per il Belgio cittadino contemporaneo. lista di bottiglie con chicche introvabili a prezzi da cartellino nero (tipo 250 euro per vecchi lambic)

ho incontrato per caso cari amici che non vedevo da molti anni, divenuti appassionati, e ho avuto modo di tastare con mano certe devianze di cui leggevo (Colonna in primis, credo sia soprattutto un problema romano) e che credevo molto romanzate: ci sono nuovi tipi di appassionati di birra che bevono esclusivamente Imperial Stouts e DIPA senza toccare da anni la Dupont della situazione, ritenendola sorpassata, o certe birre belghe troppo "dolci". amo le novità. cerco di capire i gusti di tutti perché ci siamo passati tutti per per la fase convulsa del safari birrario. ma mi vengono i brividi lo stesso. datemi la Avec Le Bon Veux alla spina da paura bissata ieri sera a Cassolnovo, please


Modificato da SRicci - 08 Mar 2010 alle 19:21
"Il vino è nozione, mentre la birra è emozione" (Gianni da Enna)
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  Quota fermorestando Quota  RispondiRispondi Link diretto a questo post Postato: 09 Mar 2010 alle 12:49
Postato originariamente da SRicci


si infrange presto contro lo stand di De Dolle. la Xperimental Brew, che io sospettavo essere un esperimento fuffa da smerciare ai soliti fessi dei festival, mi ammalia. la birra del festival senza dubbi. prodotta senza luppolo,


decisamente in controtendenza
Non voglio che tutti la pensino come me voglio essere l'unico a pensarla(Uochi Toki)occhio alla malvasia puntinata!(2010)
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  Quota BienK Quota  RispondiRispondi Link diretto a questo post Postato: 09 Mar 2010 alle 13:09
Postato originariamente da SRicci

una VIS prima edizione del Ducato e una Oskar Blues Ten Fidy (in lattina e microfiltrata, se non peggio) apparse su un tavolo facevano tranquillamente a pezzi IMHO il 99% del catrame presente alle spine


evviva! in can we trust LOL

grazie per il report
"e comunque, anche se non siete d'accordo, riteniamo che non sia sempre la stessa bevanda"
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  Quota 13th Quota  RispondiRispondi Link diretto a questo post Postato: 09 Mar 2010 alle 13:49
Comunque la mia teoria che il mondo birrario e quello musicale spesso collidano ha qui un'altra prova.
Nel mondo musicale indipendente ci sono i rater, ovvero quelli che darebbero un voto pure alle scorregge della nonna, se solo potessero scaricarle da internet e che riescono a stilare classifiche del tipo "i 50 album migliori usciti a Febbraio 2010". Se metti su il White Album, pero', non lo riconoscono.
Poi ci sono i geek (spesso questo termine coincide con indiesnob) che vanno ai concerti e si mettono a braccia conserte, tristi, a dirti che 3 anni fa quel gruppo lo avevano visto in uno scantinato della capienza di 18 posti, e che loro sono li' per il gruppo spalla, poi torneranno a casa. A scrivere su un'altra di quelle webzine di merda di cui e' piena la rete.

Un consiglio: Non ragioniam di lor, ma guarda e passa
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  Quota SRicci Quota  RispondiRispondi Link diretto a questo post Postato: 09 Mar 2010 alle 14:28
Postato originariamente da fermorestando

Postato originariamente da SRicci


si infrange presto contro lo stand di De Dolle. la Xperimental Brew, che io sospettavo essere un esperimento fuffa da smerciare ai soliti fessi dei festival, mi ammalia. la birra del festival senza dubbi. prodotta senza luppolo,


decisamente in controtendenza

la classe non è acqua
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  Quota Bossartiglio Quota  RispondiRispondi Link diretto a questo post Postato: 09 Mar 2010 alle 15:54
Postato originariamente da SRicci

ho avuto modo di tastare con mano certe devianze di cui leggevo (Colonna in primis, credo sia soprattutto un problema romano) e che credevo molto romanzate: ci sono nuovi tipi di appassionati di birra che bevono esclusivamente Imperial Stouts e DIPA senza toccare da anni la Dupont della situazione, ritenendola sorpassata, o certe birre belghe troppo "dolci"


Non scherzo se ti dico che 4 bevitori su 10 sono convinti che AIPIEI sia proprio il nome della birra,una esatta.Se disgraziatamente te ne esci con la storia dell'Indian pale ale ti guardano come se li stessi coglionando o snobbando.Intravedo alcune delle possibili cause a Roma: 1- Le folle ammassate sul marciapiede fuori da John in orario aperitivo che cercano qualcosa di "facile e rinfrescante" e lo abbinano in automatico a stili anglo/americani (o stranamente infatti alla Blanche De Namur),non avendo la pazienza di sentire qualche consiglio o la voglia di provare cose nuove (guai al Belgio). 2- Il fatto che,pur con una scelta mostruosa come quella del Macche,levando i "soliti noti",molti nel dubbio si buttano su stili già provati e così sotto Natale la Hibernation Ale finisce prima dell'ALBV. Mentre al 4:20,a parte chi va cercando fermentazioni spontanee o real ale a pompa,una fetta fissa della clientala rimbalza tra De Molen e Mikkeller,snobbando i 3F e i Thornbridge e quindi si torna al punto di partenza 3- Semplicemente la solita inconsapevole fissa per l'amaro e l'estremo. Tempo fa a Trastevere uno fa a un altro -Azzo,sta birra è proprio amara,sicuri che è una stout..?- Era una Confine..Che minchia bevi di solito,infusi d'ovetto kinder?

Modificato da Bossartiglio - 09 Mar 2010 alle 15:58
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  Quota SRicci Quota  RispondiRispondi Link diretto a questo post Postato: 09 Mar 2010 alle 16:41
Postato originariamente da Bossartiglio

Non scherzo se ti dico che 4 bevitori su 10 sono convinti che AIPIEI sia proprio il nome della birra,una esatta.Se disgraziatamente te ne esci con la storia dell'Indian pale ale ti guardano come se li stessi coglionando o snobbando.Intravedo alcune delle possibili cause a Roma: 1- Le folle ammassate sul marciapiede fuori da John in orario aperitivo che cercano qualcosa di "facile e rinfrescante" e lo abbinano in automatico a stili anglo/americani (o stranamente infatti alla Blanche De Namur),non avendo la pazienza di sentire qualche consiglio o la voglia di provare cose nuove (guai al Belgio). 2- Il fatto che,pur con una scelta mostruosa come quella del Macche,levando i "soliti noti",molti nel dubbio si buttano su stili già provati e così sotto Natale la Hibernation Ale finisce prima dell'ALBV. Mentre al 4:20,a parte chi va cercando fermentazioni spontanee o real ale a pompa,una fetta fissa della clientala rimbalza tra De Molen e Mikkeller,snobbando i 3F e i Thornbridge e quindi si torna al punto di partenza 3- Semplicemente la solita inconsapevole fissa per l'amaro e l'estremo. Tempo fa a Trastevere uno fa a un altro -Azzo,sta birra è proprio amara,sicuri che è una stout..?- Era una Confine..Che minchia bevi di solito,infusi d'ovetto kinder?

sono cose che mi hanno raccontato, soprattutto il punto 1. anni fa gli anglofili e gli asburgici lamentavano il fatto che si parlasse e bevesse quasi solo belga (e dagli torto...). come cambiano i tempi. ma volgendomi al passato, mi rendo conto che ha ragione il Colonna sul futuro: il tempo è galantuomo e le mode passano

cmq Roma, nel bene e nel male, è davvero un mondo a sé rispetto al resto della penisola. certo che vi divertite quantomeno Smile
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  Quota JohnnyTheFly Quota  RispondiRispondi Link diretto a questo post Postato: 09 Mar 2010 alle 21:48
Postato originariamente da 13th

Comunque la mia teoria che il mondo birrario e quello musicale spesso collidano ha qui un'altra prova.

Che il mondo della birra negli ultimi decenni abbia spesso e volentieri attinto dall'enorme paniere della popular music è un fatto inconfutabile. Basti solamente pensare a nomi di birre con richiami esplicitamente musicali. E' stato una delle prime cose che notai subito. Nel vino invece i casi sono meno evidenti.
"....well I try my best/to be just like I am/but everybody wants you/to be just like them...." - BOB DYLAN (tratto dalla canzone MAGGIE'S FARM, 1965)
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  Quota mobibern Quota  RispondiRispondi Link diretto a questo post Postato: 10 Mar 2010 alle 20:07
Notte (o tardo pomeriggio) della grande sete: per chi come me è la prima volta che ci va (soprattutto se magari non bazzica nemmeno il Moeder Lambic) è ancora un appuntamento interessante e consente di provare (arrivando alle 7 circa) fino a fine serata almeno una quindicina di produzioni diverse, di parlare e confrontarsi con un po' di presenti (del popolo, esperti, produttori) e di andarsene con un po' di domande e voglia di capirne di più. Non sto a fare classifiche e so che (nonostante mi sia portato una stampa del Report del Tour de Geuze 2007 da Bertinotti.org che mi ha fatto evitare i prodotti forse più industriali) ho sicuro mischiato chicche e bibite dimenticabili. Un paio di prodotti che mi sono rimasti in mente (o meglio nella memoria del gusto), senza pretesa di scoprire l'acqua calda, sono l'Oude Lambiek De Cam e il Kriek Lou Pepe di Cantillon. Ho provato l'Allagash Coolship Cerise per gentile condivisione da parte di Derek Walsh, con cui avevo avuto occasione di parlare un po' a Rimini e che ho rivisto lì insieme all'organizzatore del Kerstbierfestival: me la ricordo come allappante, senza un corpo sufficiente e complessivamente un po' troppo slegata (non proprio il divertimento della serata, ma una base su cui fare due chiacchiere).
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